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Elezioni Comites: congratulazioni ai 12 eletti in NY-NJ-CT ma che sia l’ultima con l’1%

Abbiamo raccolto le reazioni di alcuni eletti al Comitato degli Italiani all'Estero del Tristate per cercare di intuire anche da loro il futuro di questo voto

Finalmente completate le elezioni dei Comites, sono stati comunicati i nomi degli eletti per il Comites del New York-NewJersey-Connecticut. Congratulazioni ai magnifici dodici che hanno raggiunto il traguardo del seggio nel comitato che, in costante contatto con il Consolato Generale, cercherà di migliorare la vita e le istanze dei cittadini italiani residenti del Tristate.

In alto, la lista dei candidati eletti

Allo stesso tempo c’è poco da brindare per quanto riguarda il coinvolgimento della nostra comunità a queste elezioni. Quando poco più dell’1% degli aventi diritti al voto partecipa alle elezioni, è ovvio che l’assemblea dei 12 parte con un preoccupante – per non dire peggio – deficit di rappresentanza. Sarebbe utile se gli stessi eletti, fin dalla loro prima riunione, analizzino i perché e propongano dei rimedi affinché non si ripeta questo fallimento. La partecipazione alle elezione dei Comites è sempre stata scarsa, ma si doveva arrivare a questi dati?

Chi scrive è tra i 99% di aventi diritto che non ha partecipato al voto. Avrei voluto votare, perché conoscevo tanti di coloro che si sono candidati nelle varie liste e li reputo capaci e di fiducia. Purtroppo le modalità di voto per queste elezioni erano ben diverse da quelle, per esempio, di quando si vota per il Parlamento italiano. A destare le maggiori perplessità è stata la struttura stessa del meccanismo elettorale che, invece di consentire liberamente l’accesso alle urne a tutti i residenti italiani della circoscrizione, ha richiesto una pre-registrazione al voto analoga a quanto avviene nelle elezioni americane e che, molto probabilmente, è stata la causa principale per la bassissima affluenza verificatasi.

Comprendiamo che probabilmente si volevano evitare inutili spese postali, ma cercare di rendere un sistema di registrazione al voto più semplice e immediato? Come tutti i newyorchesi, ho avuto sempre poco tempo per poter entrare nel sito del consolato per poter fare la registrazione telematica. Poi, mi è stato anche detto che la registrazione telematica nel sito del consolato ha funzionato male. A questo punto, il cittadino italiano ansioso di votare, avrebbe dovuto ripiegare sul tradizionale modulo “cartaceo” scaricabile attraverso un secondo link che si trovava nello stesso paragrafo del precedente…

Benedetto Della Vedova

Qualche settimana fa il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova era all’ONU e avendo la delega per gli italiani nel mondo, gli avevamo chiesto se queste elezioni dei Comites, data la percentuale bassissima di chi si era iscritto per votare, sarebbero state le ultime, almeno svolte così. Della Vedova ci aveva risposto: “L’eventuale riforma dei Comites e delle modalità di elezione è una prerogativa del Parlamento italiano. Se ne discute, ci sono dei disegni di legge ma non so se verranno approvati in questa legislatura”. Ma la sua opinione? “La mia opinione è che dopo tanti anni sarebbe opportuno una revisione del sistema della rappresentanza degli italiani residenti all’estero, anche avendo in mente che in questi vent’anni e più dall’adozione della legge, molto è cambiato. Da una parte i numeri crescono degli italiani residenti all’estero, dall’altra parte la composizione si modifica in termini generazionali e di tipologia professionali delle persone che arrivano. Un tema su cui bisognerebbe avere prima una buona base di dati e poi pensare ad un sistema di rappresentanza che valorizzi anche le associazioni professionali di varia natura che coinvolgono migliaia di italiani nel mondo. Tutto questo mondo di associazionismo magari poi vive in modo distaccato dalle rappresentanze istituzionali. Allora credo che ci sia un buon lavoro da fare ma in positivo”.

Allora, nel credere e sperare che queste elezioni dei Comites saranno le ultime tenute in questo modo, dove alla fine a partecipare sono una percentuale dei residenti irrisoria, abbiamo raccolto la reazione di alcuni eletti a queste elezioni nel Tristate. A tutti abbiamo chiesto: tra cinque anni, se questo sistema di voto restasse lo stesso, voi vi ricandidereste? Insomma va cambiato o per voi va bene così?

Iniziamo subito da chi ha preso più voti di tutti, Alessandro Crocco, della lista Progetto Comnunity, quella che si è aggiudicata ben 7 seggi su 12.

Alessandro Crocco: il più votato alle elezioni dei Comites

“La nostra lista” ci ha detto Crocco, “ha lavorato molto bene sul territorio e credo che il risultato sia evidente. Nonostante l’amarezza di non essere riusciti a contare su un elettorato più ampio, ritengo che il sistema dì voto funzioni in quanto i Consolati esplicano un servizio impeccabile come Ufficio Elettorale e con risorse davvero limitate. Penso invece che il Ministero dovrebbe dare qualche contributo in più per far sì che gli elettori ricevano la scheda senza richiederla più volte. Tra le varie idee, si potrebbe avviare un servizio di voto elettronico come avviene per le elezioni Americane oppure introdurre un codice a barre sul certificato elettorale in modo da facilitare le operazioni di scrutinio. Sarà comunque una proposta che porterò avanti come Comites NY. Sicuramente c’è tanta voglia di cambiamento e vogliamo essere pronti a servire la comunità”.

Claudia Carbone

Claudia Carbone, sempre della lista Progetto Community, è stata la seconda più votata: “Da giovane avvocato a New York, sono molto contenta e orgogliosa di essere stata eletta alle elezioni per i Com.It.Es. di questa città cosmopolita dove gli italiani hanno avuto ed hanno un ruolo storico, sociale e culturale importante. Sono risultata seconda eletta, dopo il mio collega in lista Alessandro Crocco. Sono a New York da quasi sette anni e lavoro in uno studio internazionale dove mi occupo di diritto societario e commerciale. Mi ricandiderei facendo parte di una squadra in gamba come la nostra! E’ stata la mia prima esperienza da candidata per le elezioni di un organo di rappresentanza. L’attuale sistema elettorale per le elezioni dei Com.It.Es. non ha facilitato la partecipazione degli Italiani residenti nella Circoscrizione consolare di New York aventi diritto al voto. Grazie ad un lavoro di squadra, siamo riusciti a superare le non poche difficoltà burocratiche rappresentate, per esempio, dalla registrazione al voto, dalla richiesta di duplicato mendiante modulo separato, alla varie istanze di connazionali che non hanno ricevuto i plichi. Abbiamo intenzione di collaborare con le istituzioni Italiane per poter facilitare la partecipazione al voto per i prossimi Com.It.Es, promuovere l’informazione tra connazionali sul ruolo dei Com.It.Es e di conseguenza essere propositivi verso le Istituzioni per aiutare i connazionali ad ottenere servizi più efficienti ed efficaci. Da giurista mi impegno a lavorare per rendere effettivo i diritti che derivano dall’essere cittadini italiani. Cittadini a pieno titolo anche se residenti all’estero!”.

Riccardo Costa

Riccardo Costa, eletto sempre con Progetto Community, ci ha dichiarato: “Come italiano che vive da 30 anni in America e soprattutto come rappresentate Lgbt non posso che essere orgoglioso di questo risultato che mi ha portato ad essere il terzo tra i più votati, forse il candidato Lgbt più votato di questi Comites in America. Un risultato che mostra davvero il cambiamento in atto nella nostra società, dove le minoranze e le diversità di genere rappresentano al giorno d’oggi  un plus. Non a caso i primi tre eletti – che sono sella nostra lista – sono un imprenditore padre di famiglia, una donna avvocato, un regista docente universitario Lgbt. Gli elettori, in questa tornata elettorale, hanno voluto votare il cambiamento apprezzando il nostro programma pragmatico e dettagliato.  Noi, non vediamo l’ora di metterci all’opera facendo squadra come abbiamo sempre fatto. Tra cinque anni mi ricandiderò, certo, sperando però in un sistema che invece di ostacolare l’elettore, lo possa agevolare nel suo sacrosanto diritto al voto”.

Enrico Zanon

Enrico Zanon, coordinatore della lista Progetto Community anche lui tra gli eletti, si dichiara molto soddisfatto per il risultato elettorale perché “va ben oltre qualsiasi aspettativa (oltre il 60% dei voti validi). Con 3 liste ci si aspettavano 4 o 5 seggi, non certo 7 (quasi 8). Nonostante la maggioranza assoluta cercheremo il più ampio consenso nel nuovo Comites. Dall’altro lato è difficile sentirsi “rappresentanti della comunità” se a partecipare al voto sono stati solo mille elettori su 86mila aventi diritto. La così insignificante partecipazione (alle elezioni politiche è di circa il 30%) è dovuta soprattutto al fatto che quasi nessuno sa cosa siano i Comites, la maggior parte delle persone non ne hanno mai sentito parlare. Sicuramente il fatto della registrazione ha allontanato altri. Una riforma è ormai non rimandabile. Bisogna dare più competenze e responsabilità a questo organo rappresentativo così che gli elettori siano più motivati a partecipare e bisogna che la scheda sia inviata automaticamente a tutti gli elettori come per ogni elezione. O, almeno, che l’elettore sia sempre registrato al voto quando lo fa per la prima volta o all’atto di iscrizione all’Aire. Sono aperto a considerare, anche alla luce delle recenti sperimentazioni, l’opzione del voto online”.

Ornella Fado

Ornella Fado, conduttrice e produttrice esecutiva, un’altra donna eletta ma questa volta nella lista Italia nel cuore, ci ha dichiarato: “Si certo sono felice di essere stata eletta, e sono molto felice di poter collaborare con i nuovi vincitori dei Comites 2021. Quando mi è stato chiesto di partecipare alle elezioni dei COMITES 2021 mi sono posta una domanda importante: Quale potrebbe essere il mio valore aggiunto? La risposta è: vivo a NY da 29 anni ed ho dedicato 17 anni della mia carriera professionale a parlare di noi italiani all’estero. Inoltre lo scorso anno ho lanciato un canale televisivo in italia, ( Brindiamo! Channel ) che mi  permetterà di raccontare chi siamo e cosa facciamo per l’Italia noi italiani all’estero. La domanda che mi hai fatto mi fa capire che conosci molto bene le frustrazioni che abbiamo vissuto negli ultimi mesi tutti noi candidati delle tre liste. Certo che mi ricandiderei! Anche perché tra 5 anni avremo una modalità di voto più semplice ed efficace. Sono certa ed ottimista che il nostro nuovo team avrà fatto tesoro dell’esperienza appena vissuta, e farà di tutto per facilitare le modalità di voto rendendo il tutto più semplice affinché ci sia una partecipazione totale della nostra comunità, rafforzando così il senso di appartenenza. È fondamentale sensibilizzare la comunità sul concetto dei COMITES ed i nuovi COMITES dovranno avere la responsabilità di ascoltare e portare risultati tangibili e trasparenti per potersi guadagnare la fiducia della comunità italiana nella nostra circoscrizione”.

Leide Porcu

Leide Porcu, psicoanalista/psicoterapista, eletta anche lei nella lista Italia nel cuore, ci ha dichiarato: “Sono felice e anche stupita di essere stata eletta. Infatti la scorsa settimana ho preferito passare un lungo weekend in famiglia a Miami senza controllare troppo il telefono e un po’ dimenticarmi dei Comites. Prima di sapere che ero fra i vincitori ho anche tirato un respiro di sollievo, pensando: se partecipare all’elezione era stato così impegnativo e frustrante, non sarà meglio starne fuori? Non che non abbia lavorato sodo e a stretto contatto con i miei nuovi amici Comites: Ornella, Barbara e Antonio. Ma comunque non mi aspettavo di vincere. Abbiamo avuto difficoltà organizzative e difficoltà di comunicazione e alcuni di noi anche problemi familiari. Al mio ritorno, appena atterrata, le notizie dei vincitori stavano già trapelando. Ho finito per chiamare a voce i miei compagni di avventura e festeggiare con risa di gioia quando ancora ero dentro l’aereo—un po’ all’italiana. Sono felice di essere stata eletta e per questo devo ringraziare i miei amici e il gruppo di Ivana Lo Stimolo, le New York Italian Women. Il loro supporto e i loro voti mi hanno portato qui. Io come molti altri ho scoperto solo alcuni giorni prima della data di scadenza della sottoscrizione che esistevano i Comites. Ho saputo tramite il gruppo delle NYIW del Comites Italia nel Cuore e come si dice, “I have joined the band wagon”. Fra cinque anni la modalità non sarà la stessa. Ma anche se lo fosse, adesso ho imparato come muovermi. Come dicevo scherzando ai miei elettori, candidarsi è l’equivalente intellettuale di passare un Gmat”.

Barbara Pelachin Marciandi.

Barbara Pelachin Marciandi a New York insegna la lingua italiana e ne promuove la cultura. Anche lei eletta nella lista Italia nel cuore, ci ha dichiarato: “Sono entusiasta del risultato raggiunto e grata a chi mi ha supportato. Ma soprattutto non vedo l’ora di potermi mettere al servizio di questa comunità. Certamente mi ricandiderei: ho ricevuto molto da questa città di New York, che è unica al mondo, e dagli Stati Uniti che mi hanno accolto, e pertanto ritengo un dovere dare il mio contributo a questa nazione e agli italiani che ne sono parte integrante e apportatrice di valori. Fra cinque anni, vorrei ricandidare una persona che col suo lavoro abbia raccolto il rispetto della comunità italiana e del paese in cui viviamo rendendo il Comites uno strumento adeguato ed efficace alle sfide che faranno parte della nostra comune esperienza. Ringrazio i miei elettori e tutta la lista “Italia nel Cuore”. Ora inizia un nuovo percorso con tutto il nuovo comitato, a cui faccio gli auguri a ognuno di loro per un buon lavoro e un’ottima collaborazione. In questi anni confido, con gli altri eletti, di essere ponte tra gli italiani in America e gli italiani in Italia”.

Stefano Vaccara

Stefano Vaccara

Sono nato e cresciuto in Sicilia, la chiave di tutto secondo un romantico tedesco. Infanzia rincorrendo un pallone dai Salesiani e liceo a Palermo, laurea a Siena, master a Boston. L'incontro col giornalismo avviene in America, per Il Giornale di Montanelli, poi tanti anni ad America Oggi e il mio weekly USItalia. Vivo a New York con la mia famiglia americana e dal Palazzo di Vetro ho raccontato l’ONU per Radio Radicale. Amo insegnare: prima downtown, alla New School, ora nel Bronx, al Lehman College della CUNY. Alle verità comode non ci credo e così ho scritto Carlos Marcello: The Man Behind the JFK Assassination (Enigma Books 2013 e 2015). Ho fondato e dirigo La VOCE di New York, convinto che la chiave di tutto sia l’incontro fra "liberty & beauty" e con cui ho vinto il Premio Amerigo 2018. I’m Sicilian, born in Mazara del Vallo and raised in Palermo. I studied history in Siena and went to graduate school at Boston University. While in school, I started to write for Il Giornale di Montanelli. I then got a full-time job for America Oggi and moved to New York City. My dream was to create a totally independent Italian paper in New York to be read all over the world: I finally founded La VOCE di New York. In 2018 I won the "Amerigo Award". I’m a journalist, but I’m also a teacher. I love both. I cover the United Nations, and I correspond from the UN for Radio Radicale in Rome. I teach Media Studies and also a course on the Mafia, not Hollywood style but the real one, at Lehman College, CUNY. I don't believe in "comfortable truth" and so I wrote the book "Carlos Marcello: The Man Behind the JFK Assassination" (Enigma Books 2013 e 2015). I love cooking for my family. My favorite dish: spaghetti con le vongole.

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